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Oltre l’analgesia: la stimolazione ad alta frequenza può cambiare il decorso della neuropatia diabetica dolorosa?

RISULTATI
Il trial clinico randomizzato multicentrico PDN-Sensory, recenetemente pubblicato su Diabetes Care, ha dimostrato che la stimolazione del midollo spinale a 10 kHz, in aggiunta alla terapia medica standard, determina miglioramento significativo del dolore nel 79% dei casi e della funzione sensoriale nel 55% dei casi, con incremento della densità di fibre nervose del polpaccio del 56%, miglioramento del sonno e della qualità di vita delle persone con neuropatia diabetica dolorosa, rispetto alla sola terapia medica, con un potenziale effetto di modifica della malattia (disease modifying).

CONTESTO
La neuropatia diabetica dolorosa (painful diabetic neuropathy, PDN) interessa circa il 25% delle persone con diabete. Nessuna terapia approvata consente la regressione del danno nervoso già instaurato e i farmaci di prima linea, per efficacia e tollerabilità limitate, lasciano spesso dolore persistente.

La stimolazione del midollo spinale ad alta frequenza a 10 kHz (10-kHz SCS [spinal cord stimulation]) ha mostrato una significativa efficacia analgesica e segnali di recupero sensitivo, valsi la designazione da FDA di breakthrough device, ma tali risultati derivano da valutazioni non in cieco e analisi post-hoc.

COSA DICE IL NUOVO STUDIO
Il trial clinico randomizzato multicentrico PDN-Sensory, condotto da aprile 2023 a maggio 2024, ha valutato l’efficacia della 10-kHz SCS in aggiunta alla terapia medica convenzionale (conventional medical management, CMM) rispetto alla sola CMM in 91 persone con diabete e con PDN refrattaria.

I criteri di inclusione erano:

  • PDN bilaterale da almeno 12 mesi;
  • disfunzione sensoriale confermata da un valore del Toronto Clinical Neuropathy Score modificato (mTCNS) >5 punti; dolore neuropatico agli arti inferiori di intensità ³ 5 cm in una scala VAS (visual analog scale) di 10 cm;
  • trattamento in corso o pregresso con un gabapentinoide e almeno un’altra classe di analgesici.

I soggetti avevano in media 62 anni e HbA1c 7,1%; il 95% aveva diabete tipo 2 e oltre il 90% una neuropatia severa e venivano randomizzati 1:1 al gruppo CMM o al gruppo 10-kHz SCS + CMM.

I soggetti assegnati alla 10-kHz SCS sono stati sottoposti a un trial temporaneo di 14 giorni con due elettrodi epidurali. In caso di riduzione ≥50% del dolore, si procedeva all’impianto definitivo e al follow-up di 12 mesi; i non responder proseguivano CMM.

Endpoint primario: proporzione di individui con una riduzione ≥50% del dolore agli arti inferiori a 6 mesi.

Endpoint secondario principale: miglioramento della funzione sensitiva a 6 mesi, definito come una riduzione ≥3 punti del punteggio mTCNS, escludendo l’item relativo al dolore.

Altri endpoint secondari: variazioni a 6 mesi di densità delle fibre nervose intraepidermiche (intraepidermal nerve fiber density, IENFD), mTCNS, intensità del dolore, qualità di vita e stato di salute; risposta al dolore a 3 mesi; variazioni di HbA1c e peso nelle persone con diabete tipo 2 non adeguatamente controllato; modifiche della terapia farmacologica per neuropatia dolorosa e controllo glicemico.

I risultati a 6 mesi sono stati:

  • La riduzione del dolore ≥50% è stata raggiunta dal 79,4% dei soggetti trattati con 10-kHz SCS rispetto al 4,0% con CMM (p <0,001).
  • Il miglioramento della funzione sensitiva si è osservato nel 55,2 vs 25,0% dei partecipanti, rispettivamente (p = 0,01).
  • La SCS ha determinato un incremento significativo (56%) della densità delle fibre nervose intraepidermiche (0,58 vs −0,07 fibre/mm; p = 0,03) e ha migliorato 8 dei 10 endpoint secondari gerarchici, inclusi sonno e qualità di vita.

LIMITI E PUNTI DI FORZA
I punti di forza dello studio sono:

  • Rigore metodologico: valutatori indipendenti in cieco per sensibilità e biopsie, con controllo statistico gerarchico prespecificato.
  • Assenza di parestesie con SCS a 10 kHz, con ridotto rischio di bias nella valutazione sensoriale.
  • Biomarcatore obiettivo: l’impiego della biopsia cutanea per misurare la IENFD ha fornito una misura obiettiva della densità delle piccole fibre nervose, analizzata in un laboratorio centrale in cieco

I limiti sono:

  • Impossibilità del doppio cieco.
  • Mancanza di soglie validate di rilevanza clinica per mTCNS e IENFD.
  • Campione ridotto e interruzione precoce dello studio.
  • Generalizzabilità limitata a forme meno severe di PDN e al diabete tipo 1.
  • Follow-up breve, che non consente di definire la durabilità degli effetti.

SPUNTI PER LA CLINICA
I risultati confermano l’efficacia della SCS a 10 kHz non solo sul sintomo del dolore, ma anche sul recupero sensoriale obiettivo (55,2% di responder alla scala mTCNS) e la rigenerazione delle fibrenervose intraepidermiche (+56% IENFD), delineando un potenziale effetto disease-modifying sulla PDN. Pur essendo necessari ulteriori studi per confermare la persistenza e la natura di tali effetti, i risultati del trial sono incoraggianti. L’inserimento precoce della 10-kHz SCS negli algoritmi terapeutici per la PDN refrattaria potrebbe consentire di ridurre le complicanze a lungo termine e restituire autonomia alla persona.


A cura di Olimpia Iacono (AMD ComunicAzione)
6 ottobre 2026


Fonte
Hurley RW, Siraj ES, Sills S, et al. Evaluating Improvement in Pain and Sensory Function When Using High-Frequency (10-kHz) Spinal Cord Stimulation in Individuals With Painful Diabetic Neuropathy: A Multicenter Randomized Controlled Trial (PDN-Sensory). Diabetes Care. 2026 Sep 9:dc260758. Epub ahead of print


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